ScarWork: una visione olistica sull’importanza di integrare una cicatrice nel tessuto circostante.

Perché lavorare una cicatrice con ScarWork? Quando guardiamo una cicatrice, cosa siamo soliti osservare? Generalmente focalizziamo sguardo e attenzione solo su di essa: ne consideriamo l’estetica e l’unica domanda che ci poniamo è quanto sia bella o brutta quella cicatrice. Se bella, ok, se brutta cerchiamo qualcosa per migliorarne l’aspetto.

Ma abbiamo mai cercato di vedere oltre?

Da vicino possiamo vedere solo la cicatrice. Proviamo a fare uno, due passi indietro e allontaniamoci un po’ dall’oggetto della nostra curiosità. Allarghiamo il nostro sguardo e portiamo la nostra attenzione dal particolare al generale, all’insieme.

Il vestito si distende. La tensione locale si propaga a tutto il corpo. Così quando la tensione si scioglie il beneficio locale è il beneficio per tutto il corpo.

Nelle foto qui sopra ci sono cicatrici ampie per rendere evidente quello che intendiamo ma le stesse considerazioni che seguano possono essere fatte anche su cicatrici meno evidenti.

Guardiamo le foto del PRIMA a sinistra e, oltre la cicatrice (due in realtà), osserviamo l’addome. Che cosa attira la nostra attenzione?  Sicuramente non è bellissima ma abbiamo detto di guardare oltre, cos’altro allora? la cicatrice sembra qualcosa a se stante?  O quasi quasi sembra responsabile della forma di quell’addome? Quel rammendo nel nostro vestito tira un po’, no?

L’addome è il contenitore dei nostri organi. Il suo contenuto può sentirsi comodo lì dentro? Quel contenitore sembra in grado di accogliere confortevolmente gli organi? La cicatrice appare solo un taglio sulla pelle? O sembra qualcosa di più? Di più tridimensionale, che tira in diverse dimensioni?

Per avere alcune risposte è sufficiente guardare la foto a dx dello stesso addome dopo che la cicatrice è stata lavorata con ScarWork. Notiamo come quell’addome sia più disteso e la sua forma cambiata? Cosa è successo? Quella cicatrice ha cominciato a integrarsi con il tessuto che la circonda.

Quell’addome è parte di un insieme più grande, cioè è parte di un corpo. Come potrà sentirsi quel corpo? Per avere una risposta guardiamo il disegno sulla destra e immaginiamo quale impatto possa avere quella cicatrice su di esso. Quali altri fastidi, in punti distanti da quella cicatrice, non riporteremmo mai a quell’intervento subìto così tanti anni prima?

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